Top Italian Chef 2016

Top Italian Chef è un evento dove in un’unica stanza trovi il fior fiore degli chef e pasticceri da ristorazione. E’ un evento di riconoscimento, dove si consegnano premi e dove amici sparsi per tutta italia si riescono finalmente a riincontrare. Chiacchiere, ringraziamenti, saluti e abbracci.

Mi squilla il telefono e la voce dall’altra pare mi dice che quest’anno sarà inserita una nuova categoria: I top pastry chef (non da ristorazione) e che sono invitata a Milano al Mudec lunedì 24 ottobre. Lì troverò la mia giacca.

Innanzi tutto ringrazio Francesca Maggio (direttrice di Icook, la scuola che ha aperto in provincia di torino con Luca Montersino), da cui è partito tutto. Lei è una di quelle persone che incontri nella vita per “coincidenze” e amicizie in comune e poi ti rendi conto di avere molto altro da spartire. E’ una persona che non vive aspettando ma che si tira su le maniche e agisce. Un tornado di energia e di idee. E per questo, da subito, siamo entrate in sintonia.

Ci troviamo in stazione a Milano e andiamo al Mudec insieme. Prendiamo la nostra giacca e ci cambiamo: la prima sensazione che provo è quella di essere una paperella tra i papaveri. Da una parte passa Massari, dall’altra incrocio Gennaro Esposito, lì infondo vedo Montersino e Sergio Mei. E questi solo quattro nomi a caso del parterre di professionisti che si affolla in quelle sale.

Diversi chef preparano qualche piatto che passa poi in sala tra i commensali, ma che purtroppo non faccio in tempo ad assaggiare E i ragazzi del pass 121 si occupano dei dolci: in un tavolo devi prendere le matite colorate di cioccolato, farcite, e con quelle, secondo il colore, puoi dirigerti verso le degustazioni che rispecchiano lo stesso colore. Ad esempio, il dolce di Loretta Fanella è rosa, quello di Galileo Reposo giallo e quello di Beppe Allegretta rosso. Purtroppo per un allarme antincendio non riesco ad assaggiare gli altri, ma nelle foto li vedrete tutti.

Incontro poi Franco Aliberti, che per me è prima di tutto un genio, e senza dubbio un amico. E’ la prima persona che mi ha fatto innamorare della sua energia. La prima di cui ho assistito a una demo quando la pasticceria era ancora solo un sogno. E adesso mi ritrovo con una giacca simile alla sua. L’emozione non ve la so spiegare.

Poi è la volta di Daniel Canzian. Uscita da Cast, dopo la stagione a Bibione, ho lavorato per lui qualche mese. E’ stato un periodo bellissimo e devastante allo stesso tempo, provato esperienze mai vissute e conosciuto persone che entrate, non sono più uscite dalla mia vita. Sino a quando mi è crollato il mondo addosso perchè ho capito che in quel momento quello non era il posto per me e io non ero la pasticcera per lui. Ci siamo parlati e sono andata via. Non mi ricordo nemmeno se c’è volta che abbia versato più lacrime. Ma a distanza di tre anni, so che era giusto così. Ma adesso ci ripenso con il sorriso. Perchè mi è servito, perchè mi ha fatto crescere, perchè l’essere sinceri con se stessi, con i propri limiti e i propi sogni paga sempre. E l’esserci riabbracciati e riincontrati totalmente per caso ha un valore che non posso contare.

Per Gianluca Fusto non servono parole. Gli voglio bene come se fossi la sua sorellina più piccola. E questo da lato umano, perchè per tutto il resto, già lo conosce il mondo interno. E io non posso che ammirarlo esattamente come merita.

Tantomeno per Stefano Laghi. Lui è il mio maestro, è mio papà per quello che riguarda la pasticceria, il conisglio quando ne ho bisogno e la raccomandazione per tutto il resto. Un professionista, un amico.

E così la giornata è volata. Risalgo sul treno felice delle persone rincontrate e di quelle nuove conosciute. Con il mio piatto e la mia giacca in mano. Domani è un altro giorno, ma questo, intanto, ce lo si deve godere appieno, mettendo via il cuore pieno per quelle giornate in cui magari servirà.

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