Hoi An in due giorni

Cosa fare per due giorni a Hoi An?

Non avevamo esattamente idea di cosa fare due giorni a Hoi An finchè non ci siamo arrivate.

Primo Giorno (mezza giornata)

Partenza da Ho Chi Minh la mattina alle 8, arrivo a Da Nang e Grab (scaricate l’applicazione perchè è comodissima. E’ sostanzialmente un Uber asiatico. Unica cosa, dovete avere connessione. O fare come me e appoggiarvi a wi-fi ovunque).

  • Da Nang

drago giallo da nang ponte vietnam

Ci siamo fatte portare al ponte con il Drago Giallo, di cui ignoro il nome, ma che è abbastanza trash da meritare una foto.

Poi verso le grotte di Marmo, in cui abbiamo fatto la visita mentre lui ci aspettava fuori. Circa una mezz’oretta.cave di marmo da nang grotte

Finalmente, destinazione Hoi An: per queste notti dormiremo in una camera doppia. E’ una assoluta novità dei miei viaggi, solitamente arroccata in ostelli impensabili, ma è uno di quei compromessi su cui la mia compagna di viaggio per questi sei giorni, non può sorvolare.

Va benissimo così, considerato anche che in due spendiamo 22 euro a notte, circa. In ogni caso non è questione di prezzo. A me piace proprio essere in mezzo ad altre persone.

Comunque, il caldo è disarmante: 36 gradi, percepiti 42 e umidità uncountable.

  • Hoi An

anthony bourdain panino vietnamita hoi an

E’ ora di pranzo.  Ci dirigiamo verso il “paninaro” famoso per Anthony Bourdain, Bahn Mi Phuong, dove si possono assaggiare tipici panini alla vietnamita, cioè fatti al momento con i ripieni più inimmaginabili di carne, verdure, formaggi e mille altre cose.

Di fianco al paninaro c’è un “frullataro”. Se avete paura del cagotto, magari è meglio non lo prendiate, ma vi assicuro che la frutta sbucciata al momento e frullata con il ghiaccio è qualcosa di spettacolare. Ne mangio a valanghe tutte le volte che vengo in Asia. Sono sempre stata bene. Ma so che qualcuno fa terrorismo in merito e quindi c’è chi ne è terrorizzato.

La mia amica è una di queste persone, ma dato che il patto era “una volta al giorno facciamo qualcosa che fa l’altra e che noi non faremmo mai” l’ha assaggiato.

Di contro, a me è toccata la pedicure…

  • Hoi An al tramonto

barche e lanterne hoi an vietnam

La sera, Hoi An si popola di lanterne e i locali si animano.

Ci dirigiamo verso il Ponte Giapponese, simbolo della città, che è proprio accanto al fiume su cui si può fare un giro in barchetta di legno. Attorno, la luce soffusa del cielo diventa arancio.

Pensavamo fosse una bolla turistica e, anche se probabilmente è così, verso le sei ancora non ci sono mille persone ed è una piacevole parentesi immersa nella calma e nella lentezza. Saliamo sulla barchetta, lasciamo andare la nostra lanterna esprimendo un desiderio e torniamo verso la riva.

Se vi piace l’esperienza più trash, la sera le barche sono addobbate di luci natalizie e lanterne: si può fare un giro anche allora è agli orientali in vacanza qui, piace da matti.

  • Cena… speciale

champa cultura vietnamita workshop bamboo village hoi anA torino ho una amica vietnamita. Quando le ho detto che sarei venuta in Vietnam mi ha detto che suo papà era proprio di Hoi An e che sarebbe stato qui nel mio stesso periodo.

Mi ha dato i contatti, gli ho scritto e… in un nano secondo ci siamo ritrovate a cena da loro.

Sembrava una scena di un film. Un vietnamita di quasi settant’anni che vive in Germania e parla francese e uno che ha vissuto a Toronto, parla inglese e ora gira il mondo.

Il papà della mia amica vive a Torino e solo tre mesi l’anno viene qui. Dalla compagna che è una artista a tutto tondo.

Balla, canta, cucina e porta avanti la cultura dell’etnia Champa, di cui rimangono solo 200.000 persone.

Ha scritto un libro di ricette tradizionali e, dato che sanno che sono pasticcera e a breve apriranno un’attività di workshop, ci propongono di preparare insieme una torta.

È la Bành Xahaya, un dolce tradizionale delle feste.

Ingredienti semplici: uova, zucchero, arachidi e zenzero.

Sbucciamo le arachidi tostate e mi mettono al mortaio a fare il burro d’arachidi, mentre Elena monta le uova con le bacchette.

Facile usare mixer e frusta: le cose sudate, ce le si gode sempre di più.

La cottura dura una mezz’oretta al vapore e bagnomaria, coperta da una foglia di banana.

Per cena ci hanno preparato il Mì Quảng:

mi quang cucina vietnamita workshop taboo bamboo

Udon di riso con verdure, gamberi e arachidi. Sopra va spezzata una cialda di riso fritta, che possiamo associare a quelle che chiamiamo nuvole di drago, ma molto più buona.

La loro location è il Taboo Bamboo Village, un insieme di tre case dove tutto è fatto con bamboo. Macchine, bici e arredamento compreso. Meraviglioso. Organizzano anche dei workshop per la lavorazione del bamboo.

terminata la cena prendiamo un Grab e torniamo in ostello, plan per il giorno dopo e nanna.

Secondo Giorno

Noleggiamo una bicicletta alla reception dell’ostello: 25.000 dong (circa un euro) per l’intera giornata.

Guardiamo un classico itinerario da tour in bici organizzato e cerchiamo di seguirlo, perdendoci qualche volta e facendo deviazioni a sentimento.

Premessa: mettete la crema solare. Possibilmente potente. Se state in giro come noi dalle 10 alle 4, fa davvero caldo.

tour biclicetta hoi an

I paesaggi sono incantevoli. Si passa attraverso risaie, campi, ponti, fiumi, paesini.

Noi ci spingiamo anche fino alla spiaggia.

Il silenzio di certi luoghi e il caos di altri con tutti che suonano il clacson per avvisarti di toglierti di mezzo è stupendo. Il biiiiiip biiiiiip, un po’ meno. Sappiate che in Vietnam vale la regola che il pedone non conta nulla: loro passano, a prescindere. Tu, devi spostarti per non essere investito. 

Ci fermiamo sulla punta a sud della penisoletta di Hoi An per fare un giro sui Bamboo Basket. Indossiamo il cappello vietnamita e saliamo su queste piccole imbarcazioni rotonde.

Il giro è carino, ma è una cineasta allucinante pensata proprio per loro, con tanto di musica tamarra e danze ad un certo punto del percorso.

Ero allibita. Ma può aver senso provare anche solo per curiosità.

Finito il giro trash riprendiamo le bici. E ci incamminiamo verso Hoi An.

mercato vietnam Hoi An Tappa nel mercato, come sempre colorato, caratteristico e pieno di qualsivoglia oggetto o frutto.

Proseguiamo sul lungo fiume, prendiamo un frullato (condizione sine qua non dei miei viaggi) e rientriamo in ostello.

Totale circa 35km

Doccia, relax e plan per domani: Abbiamo l’aereo nel primo pomeriggio, ma la mattina sarà dedicata alla visita a My Son, sito archeologico patrimonio dell’Unesco.

Cena in un ristorantino vegetariano: riso con verdure e tofu, zucca saltata con le arachidi e verdure cotte nella terracotta. Acqua. (7€ in due. E vi assicuro che si può spendere molto meno)

Per finire la giornata ci infiliamo nelle vie della Old Hoi An, tra lanterne e negozietti.

attenzione perchè verso le dieci chiude già tutto. Tramndtando il sole molto presto e facendo chiaro altrettanto presto, la vita si sposta di mattina…

Come reporter di pasticceria devo assaggiare qualche Street food dolce. Ah si, Hoi An è famosa per tutto quello che potete mangiare per strada ed è stata definita una delle migliori mete asiatiche del 2019.

Assaggio:

street food hoi anil Chè, un pudding di mais con delle gelatine e dei fagioli dolci.

Una roba un po’ viscida ed estremamente dolce.

 

street food hoi an

Un gelato che è sostanzialmente frutta congelata, fatto in uno stampo di metallo che distaccano mettendo in acqua. 

street food hoi anLo Yen To’ una cialda che pare ostia croccante farcita al momento con zucchero in fili e cocco. Buonissima.

Direzione hotel, domani la sveglia suona alle sette.

 

Terzo Giorno (mezza giornata)

my son tempio patrimonio unesco Hoi An

Direzione My Son.

Se avete voglia di guidare per 40 minuti in motorino, risparmiate un sacco di tempo.

altrimenti, c’è il bus. Il pick up è in hotel alle 8 e con molta calma si arriva nel sito. Giro con la guida, spiegazioni varie, resti dei templi e ritorno in città vero l’ora di pranzo.

Ricorda una Angkor Wat in miniatura… anche se dopo aver visto quella, pare tutto un cumulo di sassi. In ogni caso, va vista.

Pranzo veloce, e direzione aeroporto.

Due giorni a Hoi An sono volati via, tra emozioni, risate, pensieri. Tutto, ma proprio tutto, ci lascia qualcosa: dobbiamo solo saperlo cogliere.

Prossima meta: Halong Bay

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